La Psicoterapia di Gruppo a Roma

Attivare le Proprie Potenzialità!
Offro la psicoterapia di gruppo a Roma impiegando un approccio che studia in profondità le origini e le cause del malessere. Il paziente presenta inizialmente nel gruppo la sua immagine idealizzata e utilizza le stesse modalità relazionali che è abituato a sperimentare nel mondo esterno. L’ambiente non giudicante del gruppo e la guida sicura del terapeuta permettono a ciascun membro del gruppo di riconoscere i propri limiti e le proprie difficoltà e di rispecchiarsi nella sofferenza degli altri.
Ciò aiuta ognuno a prendere consapevolezza di essere lontano dalle proprie esigenze più profonde e ad attivare le proprie potenzialità. Nell’analisi di gruppo il paziente può rivivere le modalità relazionali vissute prima in famiglia e poi nelle relazioni più intime. Potrà elaborarle e trasformarle rivivendole sia nei confronti del terapeuta che nei confronti degli altri pazienti del gruppo.
Il gruppo sostiene il cambiamento, accoglie la paura connessa al perdere le proprie certezze, accetta la fase depressiva, spinge il paziente a recuperare la forza costruttiva del Vero Sé.

Il servizio di psicoterapia di gruppo a Roma
Quando richiedere aiuto?
Capita che nel percorso della nostra vita ci si renda conto di aver perso la bussola per orientarsi, di sentirsi insoddisfatti, di provare un malessere o un disagio più o meno profondo in certe situazioni, in alcune relazioni, al lavoro. Spesso un malessere si esprime attraverso il corpo, mal di testa ricorrenti, contratture, problemi intestinali. Sintomi che andrebbero ascoltati. Corpo e mente lavorano insieme.
Un altro campanello d’allarme può essere l’ansia. L’ansia è una paura senza oggetto, ma che sconvolge in maniera importante la vita quotidiana, spesso portando la persona che la sperimenta a privarsi di alcune situazioni anche di vita relazionale per la paura di rivivere l’esperienza di ansia.
Ci sono poi momenti particolari in cui un supporto psicologico diventa fondamentale, pensiamo ai vissuti legati alla separazione dal coniuge, la perdita di una persona cara, la malattia propria o di un familiare, di un amico. Le difficoltà di procreazione, il vissuto dolorosissimo delle interruzioni di gravidanza. In tutti questi casi è bene mettere al centro il recupero del proprio benessere emotivo, fermandosi e dandosi uno spazio per contattare il dolore senza negarlo e per ricucire i fili della propria personale narrazione, inserendo l’evento traumatico nella propria storia.
Il percorso psicologico non è mai semplice, poiché ci “costringe” a fermarsi, a guardare dove fa male e perché, a entrare nel dolore. Ma tutto questo non si fa da soli. Il terapeuta è il compagno di viaggio, anche lui con i propri vissuti ed esperienze di vita, che guida il paziente a scalare la sua personalissima montagna.
Come inizia un percorso psicologico?
Dopo il primo contatto telefonico, sono solita accogliere il paziente nel mio studio. I primi 3 incontri sono dedicati alla conoscenza della storia della persona, del perché ha richiesto un aiuto, cosa si aspetta dalla terapia. È importante per me fare 3 colloqui conoscitivi per permettere al paziente di scegliere con consapevolezza se quello è lo spazio adatto a lui, per rimandarmi se si sente a proprio agio con me (è fondamentale l’alleanza tra paziente e terapeuta!) e servono anche a me per valutare quale è il percorso più indicato per un paziente, quale ritengo sia il tema fondamentale che mi sta portando e quali penso possano essere gli obiettivi da raggiungere. Al termine del terzo colloquio restituisco le mie impressioni al paziente e propongo un “contratto terapeutico”, spiegando come avverranno le sedute, con che frequenza, esplicitando le formule di pagamento delle sedute.
I percorsi possono essere individuali, solitamente con una seduta a settimana, ma anche di gruppo.
La psicoterapia di gruppo è un’esperienza molto interessante. Solitamente preferisco non creare gruppi tematici, ma per fascia d’età (adolescenti, giovani adulti, adulti) Nel gruppo il paziente condivide la propria storia non solo con il terapeuta ma anche con gli altri pazienti che con lui partecipano al gruppo. Un tema portato da un paziente diventa occasione di riflessione anche per gli altri, stimolo di condivisione della propria storia. I pazienti si incoraggiano, presentano le proprie esperienze per se stessi ma anche per gli altri, fino ad arrivare a “sognare per il gruppo”!
Oltre ai percorsi individuali e di gruppo, accolgo nel mio studio, coppie in momenti di crisi, e genitori che chiedono di aiutarli a capire meglio, trovare un senso e gli strumenti adatti per relazionarsi con i figli.
Uno spazio particolare che seguo da anni è il Gruppo di supporto alla genitorialità adottiva, per supportare i genitori nel post-adozione.
